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PIEMONTE

ENTRACQUE

Un angolo di natura e tradizione nell’alta Valle Gesso

Entracque è un comune di 745 abitanti che fa parte della provincia di Cuneo, della comunità montana delle Alpi del Mare e del Parco delle Alpi Marittime. Il nome deriva dal latino Intra aquas, “tra le acque”, poiché il paese è attraversato da tre corsi d’acqua: il torrente Gesso, il rivo Bousset e il rivo Pramalbert (o Colletta), che divide il borgo in due.

Il centro storico conserva il fascino delle case montane in legno e pietra, con numerose fontane che testimoniano l’antico legame con l’acqua.

La chiesa di Sant’Antonino Martire, del XIII secolo, è stata edificata grazie all’opera dei monaci benedettini.

Come arrivare

Entracque è raggiungibile percorrendo l’A6 Torino-Savona, immettendosi poi sulla A33 Asti-Cuneo sino al capoluogo, dal quale, seguendo le indicazioni per Borgo San Dalmazzo prima, Valdieri ed Entracque poi, si arriva a destinazione.

Per chi preferisce i mezzi pubblici:

Autobus: collegamenti regolari da Cuneo con Granda Bus.

Treno: la stazione più comoda è quella di Borgo San Dalmazzo (linea Torino-Cuneo-Ventimiglia), da cui è possibile proseguire in autobus di linea verso Entracque.

Da Milano: 196 km

Da Nizza: 129 km

Da Torino: 80 km

Da Genova: 115 km

Da Parma: 263 km

 

Da vedere nel territorio

Centro faunisticoUomini e Lupi”, primo centro faunistico delle Alpi italiane interamente dedicato al lupo, con sezioni in piazza Giustizia e Libertà e in località Casermette, dove è possibile approfondire la conoscenza del comportamento dell’animale.

La più importante Centrale Idroelettrica dell’ Enel, con centro informazioni e visite. Aperto a turisti e scuole, propone visite guidate e programmi educativi.*

La centrale idroelettrica di Entracque, dedicata all’ex Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, si trova nell’omonimo comune della provincia di Cuneo. È il più grande impianto idroelettrico d’Italia e rappresenta uno dei più potenti a livello europeo.

L’impianto è composto da due dighe immerse nello spettacolare scenario delle Alpi Marittime: la diga del Chiotas, situata a quasi 2.000 metri di altitudine, e la diga della Piastra, posta a circa 1.000 metri. I due bacini collegati hanno una capacità complessiva di circa 42 milioni di metri cubi d’acqua.

I lavori di costruzione sono iniziati nel 1970 e l’impianto è stato inaugurato nel 1982. La realizzazione dell’impianto ha richiesto interventi imponenti: per scavare gallerie, pozzi e strutture sotterranee sono stati rimossi oltre 1.300.000 metri cubi di terra e roccia. Per la costruzione delle opere in calcestruzzo sono stati utilizzati circa 750.000 metri cubi di materiale, di cui 360.000 impiegati esclusivamente per la diga del Chiotas.

 

La centrale è un impianto a pompaggio puro: le turbine svolgono anche la funzione di pompe, permettendo di trasferire la stessa acqua da un bacino all’altro. Questo sistema funziona come una enorme batteria naturale, capace di accumulare energia quando l’acqua viene pompata verso l’alto e di restituirla quando l’acqua scende. In questo modo la centrale contribuisce alla stabilità della rete elettrica, favorendo un utilizzo più efficiente delle fonti rinnovabili non programmabili, come l’energia solare ed eolica.

 

Oltre alla produzione di energia elettrica, i bacini della centrale svolgono un ruolo importante anche per l’agricoltura della pianura, fornendo riserve idriche utili alle coltivazioni. Le dighe rappresentano inoltre una protezione fondamentale in caso di eventi climatici estremi: possono trattenere grandi quantità d’acqua durante le fasi più intense e rilasciarla gradualmente a valle una volta conclusa l’emergenza. Un esempio significativo si è verificato nel 2020, durante la Tempesta Alex, quando una delle dighe riuscì a trattenere in una sola notte un volume d’acqua pari a circa un terzo della propria capacità.

A valle degli sbarramenti si trovano una pista per lo sci di fondo e la parete della diga della Piastra, attrezzata per l’arrampicata sportiva. La centrale è inoltre visitabile su prenotazione: il percorso inizia dal Centro Informazioni, dove è esposto un modellino tridimensionale dell’impianto e sono allestite sale espositive e mostre temporanee legate al territorio. La visita prosegue poi a bordo di un trenino elettrico che conduce nei sotterranei, permettendo di osservare da vicino le strutture e i macchinari della centrale.


Capacità operativa: 1.200 MW

Fabbisogno energetico: Circa 160.000 famiglie all’anno

Emissioni di CO2 evitate: 196.962 tonnellate all’anno

Produzione di energia: 430 GWh, Media produzione consuntivata negli ultimi tre anni rappresentativi.

Margreen: cosa significa

Margreen è il nome del progetto di Green Community che riguarda le Valli Stura, Gesso e Vermenagna.  Margreen – “Marittime, le Alpi che guardano il Mediterraneo” è progetto avviato da l’Unione Montana Valle Stura, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e va ad incidere sulla vita di un territorio alpino strategico collocato tra tre importanti valichi internazionali: Colle della Maddalena, Colle della Lombarda e Colle di Tenda, ed è attraversato dalla storica linea ferroviaria Cuneo– Ventimiglia–Nizza.